Marco Pulisci

Durante il nostro ultimo viaggio in Sardegna abbiamo avuto il piacere di incontrare una persona speciale, con la voglia di vivere negli occhi; oggi siamo qui insieme per raccontarvi la storia di un giovane surfer sardo, Marco Pulisci e la sua magnifica isola.

Ciao Marco, ti ricordi il giorno in cui hai pensato di voler far surf, quel momento che passa tra immaginarsi di essere su un’onda e trovarsi per la prima volta su una tavola. Ti va di raccontarci questo momento e come si è poi sviluppata in una vera e propria passione?
Ciao ragazzi, ebbene si, mi ricordo bene quel giorno, era l’anno 2000 e dopo aver guardato insieme a mio fratello maggiore e mio cugino il film Point Break rimasi completamente drogato da quelle Immagini, dal modo in cui quei ragazzi scivolavano sulle onde, e chiaramente dal loro stile di vita. Dopo aver visto quel film, ricordo che mio cugino si comprò la tavola da surf, ma dopo aver provato qualche volta si arrese subito e la mise in vendita. Io invece continuai per la mia strada comprandomi da prima uno Skate sul quale levai subito il grip e misi la paraffina per simulare al meglio il Surf ahahahahha (avevo solo dodici anni ragazzi) pochi mesi dopo riuscii a convincere i miei genitori a comprarmi la tavola da surf per il mio compleanno. Iniziai ad andare durante i weekend nella costa ovest, la parte più ondosa dell’isola, tutto grazie a mio padre che mi scarrozzava , poi iniziai ad andare con i ragazzi più grandi già automuniti, e spesso saltavo la scuola. Da allora sono passati ben 17 anni.
La regione in Italia dove trovare le condizioni più adatte al surf è proprio la Sardegna con una stima di 200 giorni l’anno praticabili. Come vivi e pratichi il surf in una terra che offre così tanto a questo sport?
Si, hai ragione, vivo in un paradiso per il Surf, clima sempre mite, onde quasi ogni giorno e spesso di alta qualità, e come dico sempre le onde qua ci sono, basta andare a cercarle! Giro l’isola a 360 gradi per cercare lo spot giusto e quando dico giusto non intendo con onde perfette, ma intendo uno spot poco affollato e con un bel paesaggio per rigenerarmi.
Surfare, richiede sicurezza in se: ci sono momenti che hai paura e come l’affronti quando sei in acqua?
Il Surf è pura follia, la paura è una componente fondamentale in questo sport per rimanere vivi! È proprio la paura che ti dà quell adrenalina che ti fa fare 300 km per surfare, o che ti fa buttare in mare in condizioni così avverse!
Come ha cambiato la tua vita il surf e come la influenza nella vita di tutti i giorni? Cosa fai per tenerti in allenamento?
La mia vita ruota intorno al surf e alla mia famiglia, organizzo le mie giornate in base alle condizioni meteo marine per quanto possibile! Da un anno a questa parte collaboro con una palestra fantastica, la Step&Fitness Studios, dove sono seguito dal mio preparatore personale Gabriele Lilliu, che mi prepara ad affrontare ogni tipo di situazione in mare con allenamenti specifici, consiglio a chiunque non lo faccia di affidarsi a mani esperte per la preparazione al surf, perché vi assicuro che con un’adeguata preparazione i risultati aumentano a dismisura. Inoltre grazie all’aiuto di Gianmarco Pollacchi e Nicola Bresciani che correggono i miei errori sulla tavola, cerco di migliorare la tecnica con l’aiuto del Carver skateboard, riportando le manovre sul cemento e provandole di continuo.
Raccontaci del tuo spot preferito o della condizione perfetta per te, quella che ti farebbe fare km su km per poterla raggiungere.
Il mio spot preferito dista 28 km da casa, si chiama Il Capolinea, una sinistra che srotola su ciottoli nella parte sud dell’isola, è la regina, funziona davvero raramente! La condizione ideale per me è un onda deserta da poter condividere con qualche amico, che sia alta almeno quanto me e che permetta di provare tante manovre aeree!
Il surf sta diventando sempre di più una realtà consolidata e ogni anno il numero di surfisti italiani sono in crescita. Per la prima volta nella storia del surf i surfisti si sfideranno alle Olimpiadi di Tokyo 2020 per la medaglia d’oro, argento e bronzo. Che consigli daresti a chi si affaccia la prima volta a questa disciplina?
Il mio consiglio per chi si avvicina a questo fantastico sport è di affidarsi da subito alle mani di un surf coach qualificato o ad una scuola di surf, per evitare di perdere tempo con tavole sbagliate, spot sbagliati e tecniche non adeguate! E poi ragazzi, preparatevi anche fuori dall’acqua, allenatevi! Preservare il fisico in questo sport è molto IMPORTANTE se lo si vuol fare per tanti anni.
Hai dei progetti relativi al mondo del surf per il futuro?
Con il mio allenatore e la Step&Fitness Studios stiamo cercando di creare un corso di surf training con delle special class, in cui si farà un’ora di preparazione atletica mirata al surf con esercizi specifici per ogni tipo di manovra e mezz’ora di teoria, in cui si scenderà bene nei dettagli per ogni tipo di manovra.
Ti lasciamo carta bianca per l’ultima domanda. Usala per dirci quello che vuoi.
Ne approfitto per ringraziare la mia famiglia che mi ha sempre supportato, ammiro la loro pazienza nei miei confronti, non è facile convivere in una casa in cui trovi più sabbia che in spiaggia, odore di neoprene negli armadi, è paraffina per tutta la casa, ringrazio la mia ragazza che è sempre al mio fianco anche quando cambio i piani all’ultimo momento per andare a prendere due onde!
Ringrazio immensamente il mio allenatore e tutto lo staff della palestra, Nicola Bresciani e Gianmarco Pollacchi per i loro consigli, i vari fotografi che sono sempre così gentili da immortalarmi tra le onde, i ragazzi dei negozi locali (Surf Spot & Wipeout Boardshop) che mi hanno sempre dato una mano, i miei amici Maurizio e Gianluca che mi sono sempre stati vicini e per i quali darei la mia vita! Ringrazio voi per questa fantastica opportunità di esprimere i miei pensieri! Grazie ragazzi e buone onde a tutti.

Il Team di Land and Sea ti ringrazia per il tuo tempo e coglie l’occasione di lasciare ancora una volta il link al nostro ultimo video dove ci sono delle scene in action proprio con te.
Alcune foto qui presenti sono di proprietà intellettuale di ASUNIS.
Grazie Marco, a presto.

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